Scoprire roma

Roma è meravigliosa e immensa. Era ed è caput mundi. Cosa potrei consigliare allora ai miei ospiti per sentirsi già qui, al centro della Città Eterna? Un semplice e straordinario itinerario, Via del Corso: l’indirizzo della loro suite.

E’ la mia passeggiata preferita, da Piazza Venezia a Piazza del Popolo, dall’Altare della Patria ai capolavori di Caravaggio. Lungo 1500 metri, rivedo ogni giorno più di 2000 anni di storia. E sono palazzi meravigliosi, musei, chiese, e naturalmente la strada, il corso, che ai tempi dell’imperatore Augusto si chiamava “Via Lata”. Nel 1466 papa Paolo II decise di celebrare la festa del carnevale, e in particolare la corsa dei cavalli arabi, proprio lungo questa direttiva, e da allora la strada ha preso il nome, appunto, di Via del Corso. Nome che è rimasto anche dopo l’abolizione della gara equestre nel 1883.

Posso presentarvi i vostri “vicini di casa”? Intanto, la quinta monumentale di Piazza Venezia, l’Altare della Patria: dalla sua terrazza spettacolare si gode un panorama mozzafiato sull’intera città. Quindi, di fronte sulla sinistra dell’albergo, Palazzo Bonaparte, maison della madre di Napoleone.

Proseguiamo? Di fronte sulla destra e state già ammirando i capolavori della Galleria Doria Pamphilj, una delle collezioni d’arte più preziose di Roma. Ancora pochi passi e siete davanti alla magnifica Piazza Colonna – dal nome della Colonna di Marco Aurelio, eretta nel 192 d.C. - e a Palazzo Chigi, sede del governo italiano. Girate a sinistra e in un attimo arrivate al Pantheon.

Se invece volete continuare insieme a me, raggiungiamo l’incrocio con Via Condotti. Un po’ di shopping o direttamente un caffè al Caffè Greco? Dopo? Va bene. Allora, proseguendo arriviamo davanti alla straordinaria Piazza del Popolo. Sulla vostra sinistra il Caffè Rosati, e chi ama il film “Vacanze Romane” si ricorderà di Audrey Hepburn e Gregory Peck seduti a questi tavolini. Oltre l’obelisco, invece si alza la Chiesa di Santa Maria del Popolo: due delle opere più fantastiche di Caravaggio sono qui. Addesso devo tornare in albergo, ma voi continuate a godervi lo spettacolo di Roma.

Natalino Gisonna

Archeologia

COLOSSEO

L'anfiteatro Flavio inaugurato nell'80 d.C. dall'imperatore Tito col nome di Amphitheatrum Caesareum, derivò il nome di Colosseo nelI'XI secolo dalla vicina, colossale, statua bronzea di Nerone ispirata al Colosso di Rodi, opera di Chares di Lindo del III secolo a.C. Alto 52 metri, comprendeva, su un'area di circa 19.000 mq. quattro ordini o piani di 80 arcate ciascuno e conteneva circa 70.000 posti. La distribuzione dei posti avveniva nei cinque settori in cui era suddivisa la cavea ed erano assegnati alle diverse classi sociali, il cui grado decresceva con l'aumentare dell'altezza: dal maenianum primum al maenianum summum in ligneis - il settore più alto, destinato alla plebe. Al centro dell'asse maggiore era il pulvinar, il palco dell'imperatore; a questi era riservato anche un passaggio particolare, ipogeo, ricavato nelle fondazioni dell'edificio, noto come "passaggio di Commodo". Nel complesso sistema sotterraneo si svolgevano le attività connesse cogli spettacoli e trovavano posto i montacarichi per il sollevamento degli animali e delle attrezzature sceniche sul piano dell'arena.

DOMUS AUREA

La Domus Aurea, la madre dei sotterranei romani. Tale affermazione non è certo azzardata essendo la dimora di Nerone, l'ipogeo più vasto ed affascinante che Roma conservi nelle viscere della propria terra. La Domus Aurea conserva ancora intatte le originarie pitture, le sale dell'alcova, quelle del triclinio e i lunghi criptoportici; il tutto a formare un vero e proprio labirinto sotterraneo nella cui trama ci si può muovere quasi unicamente con la pianta archeologica e non senza qualche fatica.  Nerone decise di costruire la sua reggia, che secondo lui doveva essere la più grande e la più preziosa del mondo, in seguito al famoso incendio del 64 d. C. che distrusse tre regioni e ne danneggiò quattro delle quattordici augustee. I danni maggiori furono riscontrati tra i colli Oppius, Fagutal e le Carinae. Proprio in questa zona si costruì il nuovo palazzo, la Domus Aurea appunto. Svetonio illustra pomposamente la dimora neroniana e dobbiamo certamente dargli credito se solo prendessimo in esame le strutture superstiti che pur furono spogliate degli elementi piu ricchi prima di essere occultate durante il periodo di Traiano.

PANTHEON

Sorge in piazza della Rotonda vicino piazza Minerva. Così chiamato perché era un tempio dedicato a più divinità. Fu restaurato da Domiziano ed è giunto a noi quasi integro nella ricostruzione eseguita da Adriano nel 130 d.C. Nel 609 il tempio fu donato dall'imperatore Foca a papa Bonifacio IV e fu trasformato in chiesa, cosa che favorì la sua ottima conservazione fino ai giorni nostri. Quasi tutto quello che vi si può ammirare risale ad epoca romana, persino la cupola alta 43,4 m e la massiccia porta di bronzo. Il porticato è decorato all'interno da pregiati marmi policromi e presenta nella facciata 16 colonne monolitiche di granito che sono alte ben 14 m. L'interno presenta una pianta circolare caratterizzato dalla maestosità della cupola a cassettoni. L'unica apertura è al centro della cupola e crea un effetto luminoso che esalta la grandiosità e l'armonia del monumento. Nelle cappelle dell'interno si trovano distribuite numerose opere d'arte ed inoltre vi sono le tombe dei reali d'Italia, di Baldassarre Peruzzi e di Taddeo Zuccari e, in special modo, il sepolcro di Raffaello.

CASA DI AUGUSTO

Trionfi Romani - Rilievi, bronzi, monete, sculture, pitture: questo il materiale esposto, che ci farà capire cosa significa "trionfo romano", visibilizzandone il concetto e raccontandoci come si svolgevano le cerimonie per i festeggiamenti.  Diverse le sezioni dell'allestimento: la prima é relativa all'evoluzione del Trionfo dal mondo etrusco al mondo ellenistico; la seconda annovera immagini di vincitori e vinti illustri - tra cui Emilio Paolo, Cesare, Pompeo, fino ad Ottaviano - ed inoltre riproduce scene di battaglia.
Visita alla Casa di Augusto al Foro Romano - Recentemente inaugurata dopo 20 anni di restauro la Casa di Ottaviano Augusto al Foro Romano, dove visse Augusto prima di diventare imperatore, é ora finalmente aperta al pubblico. Alcune decorazioni dei muri e delle volte sono state ritrovate intatte, mentre altre sono state ricomposte dai frammenti descrivendo i colori rosso, blu e ocra degli ambienti imperiali che saranno visitabili da piccoli gruppi di max. 5 persone alla volta per evitare danni ai delicati affreschi.

Città del Vaticano

Visitare la Basilica di San Pietro

Ogni giorno, circa 30.000 persone visitano la Basilica di San Pietro in Vaticano. La chiesa più importante e più grande del mondo cattolico, quella delle cerimonie celebrate dal Pontefice, ha una valenza artistica, storica e religiosa di altissimo livello. Voluta dal Papa Giulio II, la sua costruzione venne iniziata il 18 Aprile 1506 e terminata nel 1667 sul luogo in cui ne sorgeva una di antichissima origine, dove la tradizione vuole che San Pietro venne seppellito. All'interno della Basilica di San Pietro in Roma si possono visitare le Tombe dei Papi, o Sacre Grotte Vaticane, il Museo Storico Artistico (Tesoro di San Pietro) e la celeberrima Cupola di San Pietro, alla quale si accede anche con un ascensore.

La Tomba di San Pietro e la Necropoli si trovano sotto la Basilica di San Pietro ed è necessario fare richiesta alla Fabbrica di San Pietro per visitarli, generalmente con largo anticipo.

Le opere dei musei vaticani

Nei Musei Vaticani si possono ammirare gioielli artistici di incredibile valore. Il più celebre è certamente la Cappella Sistina, ma vi si trovano anche il Museo Gregoriano Egizio, il Gregoriano Etrusco, la Pinacoteca con opere di Giotto e Bondone e le Stanze di Raffaello, nelle quali si ammirano opere celebri del maestro quali La Scuola di Atene e la Disputa del SS. Sacramento. Per visitare i musei vaticani è possibile acquistare i biglietti online alla pagina ufficiale del Vaticano.

I Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani nacquero come luogo di riposo e meditazione del pontefice e presentano elementi architettonici di grande importanza artistica e istituzionale per la Città del Vaticano. Occupano la gran Parte dello Stato Pontificio e ospitano banche, giornali e Palazzi Apostolici. È necessario prenotare per accedere ai Giardini e visitarne le bellezze.

La biblioteca vaticana

I locali della Biblioteca Vaticana sono accessibili solo dai ricercatori e per motivi accademici, e ospita una delle raccolte di testi antichi e rarità tra le più grandi e importanti al mondo. Per informazioni approfondite su orari, biglietterie e visite, visitare il sito dello Stato Vaticano.

Teatro e Opera

La stagione teatrale e di balletto e musica romana offre sempre cartelloni di grande interesse.

Per nominare solo alcuni tra i più importanti teatri romani vicini al nostro albergo: il Salone Margherita, in via Due Macelli 75, che propone cartelloni di varietà e avanspettacolo; il teatro Eliseo , con spettacoli di teatro classico e contemporaneo; così come il Teatro di Roma in Largo Argentina; il celebre e vicinissimo Sistina, con spettacoli musicali e televisivi.

Per quanto riguarda l'opera e i balletti, il Teatro dell'Opera di Roma in Piazza Beniamino Gigli, 7 offre stagioni di opera, danza classica e contemporanea di respiro internazionale.

Non lontano dall'Hotel Corso 281 si trova anche l'Auditorium Parco della Musica, che grazie alle dimensioni della bellissima struttura progettata da Renzo Piano, ha una grande varietà di offerta di spettacoli di teatro, musica e danza.

Per tenersi aggiornati sulla stagione teatrale, di opera e balletto romani, si può visitare la pagina dedicata a Roma del sito Teatro.org

Chiese e Basiliche

Basilica di S. Giovanni in Laterano

Viene definita la cattedrale di Italia e del mondo. Fu fondata da Papa Melchiade, nelle proprietà dei Plauzi Laterani, donate dall'imperatore Costantino al Pontefice, insieme con la grande caserma degli equites singulares, sui resti della quale sorse la Basilica. La chiesa è a 5 navate, fu dedicata prima al Salvatore, più tardi ai Ss.Giovanni Battista e Evangelista. Fu restaurata da S. Leone Magno e da Adriano I danneggiata da un terremoto nell'896, fu riedificata da Sergio III nel 905 e decorata da Nicolò IV nel 1288-1292. Fu rifatta più volte dai pontefici Urbano V e Gregorio XI, e infine Innocenzo X, in vista del giubileo del 1650, incaricò il Borromini di rimodernarla completamente.

Basilica di S. Paolo fuori le mura

Viene anche chiamata Basilica Ostiense, la più vasta di Roma dopo S. Pietro. Dopo Costantino, fu ingrandita da Valentiniano e Teodosio, compiuta poi dal figlio Onorio. È una basilica a 5 navate, divise da 80 colonne, la più grande chiesa della Cristianità, prima del moderno S. Pietro. La sua edificazione risale al IV secolo d.C., sul luogo dove fu sepolto S. Paolo. La basilica presenta un campanile di 5 piani, i primi 3 a pianta quadrata, il 4 ottagonale e l'ultimo a forma di tempietto circolare con colonne corinzie, fu eretto da Poletti, in sostituzione di quello precedente, romanico-gotico, danneggiato, dall'incendio. Interessante all'interno della basilica il soffitto a lacunari con ricca ornamentazione dorata su sfondo bianco, e un ciborio di Arnolfo di Cambio, eretto nel 1285, esempio splendido di arte gotica e sorretto da 4 eleganti colonne di porfido dai capitelli di marmo dorato, e i mosaici di Pietro Cavallini coevo di Giotto oltre chiaramente al chiostro cominciato agli inizi del 1200, ad opera dei Vassalletto.

Basilica di San Clemente al Laterano


La chiesa è dedicata a Clemente, terzo pontefice della storia, che secondo la leggenda dopo esser stato esiliato in Crimea fu gettato nel Mar Nero legato a un'ancora. La basilica originaria, costruita nel 385, fu distrutta nel 1084 dai Normanni. Fu riedificata nel 1108 da Pasquale II° sulle due chiese precedenti, che vennero riportate alla luce nel 1857. Facciata: l'ingresso è formato da un protiro del XII° secolo, che immette in un quadriportico con colonne ioniche. La facciata tardo-barocca è opera di Carlo Stefano Fontana; Pianta interna: a forma basilicale; Navate: tre con absidi; Presbiterio: sopra la cripta si trova il tabernacolo sostenuto da quattro preziose colonne di pavonazzetto; Catino absidale: grande mosaico di scuola romana del XII° secolo; Affreschi: Giuseppe Chiari, Masolino da Panicale.

Basilica di Santa Maria Maggiore

È la quarta delle basiliche patriarcali di Roma, dopo S. Paolo fuori le mura, S. Pietro e S. Giovanni in Laterano. E' detta anche Liberiana, perché identificata con una basilica costruita da papa Liberio nel punto indicatogli da una nevicata estiva, infatti veniva chiamata anche S. Maria della Neve. Fu eretta da papa Sisto III nel 432, subito dopo il Concilio di Efeso che rivendicò alla Madonna il titolo di Madre di Dio. Nicolò IV ne rifece l'abside, Clemente X la facciata principale. Il campanile romanico, del 1377, con cuspide piramide, è il più alto di Roma circa 75 metri. La basilica è a 3 navate, divise da colonne di marmo e granito, con capitelli ionici, presenta un bellissimo pavimento cosmatesco del XII secolo, e un soffitto a cassettoni attribuito a Giuliano Sangallo, e dorato, con quello che è stato il primo oro giunto dall' America in Italia. La basilica conserva sia memorie antiche, come i suoi celebri mosaici, che moderni come la decorazione della famosa cappella Paolina, o Borghese.


Ville e Giardini

VILLA BORGHESE

Villa Borghese è il parco cittadino più famoso di Roma. Al suo interno è situata la Galleria che porta lo stesso nome e nel quale sono esposte alcune opere di rilievo, dalle sculture di Antonio Canova alle tele di Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Poco più a sud, davanti a Piazza di Siena, dove ogni anno nel mese di maggio si svolge la competizione ippica di Roma, si trova il museo dedicato a Pietro Canonica, scultore e compositore nato a Moncalieri nel 1869.

All'entrata del parco di Via Porta Pinciana si possono noleggiare biciclette, tandem, mountain bikes, mentre sul lago è possibile affittare delle piccole barche. All'altezza del Galoppatoio si può invece salire sulla mongolfiera elettrica, dalla quale si ha un'ottima panoramica sul centro storico.

La parte adiacente a Piazza del Popolo, il Pincio, è famosa invece per la sua panoramica sul Vaticano e Monte Mario. L'itinerario prosegue da Piazzale Flaminio, all'entrata principale del parco. Nell'adiacente Piazza del Popolo la Chiesa di S.Maria ospita all'interno un inestimabile patrimonio d'arte, da Caravaggio a Pinturicchio. Si prosegue da Piazzale Flaminio, prendendo il tram 225, che conduce al Museo Etrusco e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

VILLA MEDICI

La villa, sede dell'Accademia di Francia, a Trinità dei Monti, fu iniziata nella seconda metà del '500 e fu acquistata nel 1576 dal cardinale Ferdinando de' Medici. I giardini che si svilupparono lungo i viali delimitati da alte siepi, sono ornati da statue, sarcofagi e fontane.

Quando nel '700 era sede dell'ambasciata di Firenze, in occasione di feste si attivavano splendidi giochi d'acqua. Con l'estinzione dei Medici la villa divenne proprietà dei regnanti di Toscana e attraverso questi di Napoleone Bonaparte che ne fece sede dell'Accademia di Francia. Dal 1928 l'edificio, aperto al pubblico, ospita mostre d'arte.

VILLA DORIA PAMPHILI

La villa, divenuta nel 1971 il più grande parco pubblico della città, è frequentata dagli appassionati di jogging e dai proprietari di cani. Il nucleo più antico, al numero 183 di via Aurelia Antica, è l'edificio detto Villa Vecchia, già esistente quando Panfilo Pamphili l'acquistò nel 1630.

La villa nuova fu realizzata tra il 1644 e il 1652 da Algardi e Grimaldi, quando era papa Innocenzo X Pamphili. Le sale riccamente affrescate della villa, cui si accedeva da via Aurelia 111, erano ornate da una collezione di statue, oggi ai Musei Capitolini. Modifiche e ingrandimenti della villa e nuove costruzioni si susseguirono fino al XIX secolo. Dopo gli eventi bellici della Repubblica Romana del 1849, la villa fu unita a villa Corsini e l'ingresso di via di Porta San Pancrazio divenne quello principale.

VILLA D’ESTE

Villa d'Este, capolavoro del giardino italiano e inserita nella lista UNESCO del patrimonio mondiale, con l'impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d'acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco.
Il giardino va per di più considerato nello straordinario contesto paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, che presenta sia i resti prestigiosi di ville antiche come Villa Adriana, sia un territorio ricco di forre, caverne e cascate, simbolo di una guerra millenaria tra pietra e acque. Le imponenti costruzioni e le terrazze sopra terrazze fanno pensare ai Giardini pensili di Babilonia, una delle meraviglie del mondo antico, mentre l'adduzione delle acque, con un acquedotto e un traforo sotto la città, rievoca la sapienza ingegneresca dei romani.

VILLA ADRIANA

La Villa Adriana di Tivoli fu costruita a partire dal 117 a.C. dall'imperatore Adriano come sua residenza imperiale lontana da Roma, ed è la più importante e complessa Villa a noi rimasta dell'antichità romana, essendo vasta come e più di Pompei (almeno 80 ettari).

Entrata nel novero dei Monumenti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco nel 1999, Villa Adriana condivide con molti altri celebri siti archeologici il paradosso di essere nota e scavata da più di cinquecento anni, pur rimanendo in gran parte sconosciuta nella sua sostanza.

Villa Adriana visse fino alla tarda antichità e, dopo esser stata saccheggiata da Totila, conobbe lunghi secoli di oblio, durante i quali divenne "Tivoli Vecchio", ridotta a cava di mattoni e di marmi per la vicina città di Tivoli, importante sede vescovile. Alla fine del Quattrocento, Biondo Flavio la identificò nuovamente come la Villa dell'Imperatore Adriano di cui parlava l'Historia Augusta, e nello stesso periodo Papa Alessandro VI Borgia promosse i primi scavi all'Odeon, durante i quali vennero scoperte le statue di Muse sedute attualmente al Museo del Prado di Madrid. La sua fama fu consacrata da Papa Pio II Piccolomini, che la visitò e descrisse nei suoi Commentarii.
   

Gallerie e Musei

MUSEI VATICANI

Primo nucleo dei Musei Vaticani fu la raccolta di statue formata da Giulio II ed esposta nel cosiddetto «Cortile delle Statue», oggi Cortile Ottagono. Nella loro forma di raccolte artistiche ordinate in appositi edifici accessibili al pubblico, i Musei e le Gallerie Pontificie hanno origine da Clemente XIV e Pio VI, e perciò; presero dapprima il nome di Museo Pio-Clementino. Pio VII notevolmente li ampliò aggiungendovi il Museo Chiaramonti, il Braccio Nuovo e la Galleria Lapidaria.

Gregorio XVI fondò il Museo Etrusco (1837) coi cimeli rinvenuti negli scavi dell'Etruria meridionale dal 1828 in poi, il Museo Egizio (1839) coi monumenti egiziani provenienti da esplorazioni fatte in Egitto e con quelli che si trovavano sparsi nei musei d'arte classica ed anche nel Museo Capitolino, il Museo Profano Lateranense (1844), con statue, bassorilievi, mosaici di età romana che non potevano aver posto nei Palazzi Vaticani. Al Museo Profano Lateranense, Pio IX aggiunse nel 1854 il Museo Cristiano, comprendente sculture, specialmente sarcofagi ed iscrizioni cristiane antiche, e più tardi (1856-1869) due sale di monumenti tratti dagli scavi di Ostia eseguiti in S. Ercolano e S. Aurea; poi, nel 1866, dal Principe A. Torlonia in Porto. Sotto il pontificato di San Pio X, nel 1910, venne aggiunta una sezione contenente 137 iscrizioni di antichi cimiteri ebraici di Roma, in gran parte del cimitero sulla via Portuense, donate dai proprietari del fondo, marchesi Pellegrini-Quarantotti. Queste due raccolte sono state trasportate, per volere di Giovanni XXIII, dal Palazzo Lateranense ad un nuovo edificio appositamente eretto in Vaticano; nel 1970 sono state riaperte al pubblico, con la denominazione di Museo Gregoriano Profano e Museo Pio Cristiano.

GALLERIA BORGHESE

Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce.

L'attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell'oro. Non particolarmente interessato all'arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l'ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche.

Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell'Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane.

VITTORIANO

Detto anche Vittoriano sorge in piazza Venezia. Fu eretto in calcare bianco nel 1885 e inaugurato nel 1911 ma per l'effettivo completamento occorsero ancora una ventina di anni. Simbolo dell'unità d'Italia dal 1921 è anche considerato l'altare della Patria. Due sentinelle d'onore continuamente vigilano la tomba del "Milite Ignoto" contenente la salma di un soldato sconosciuto caduto nella Prima Guerra Mondiale.

Una enorme scalinata, fiancheggiata da leoni alati e da due Vittorie bronzee, porta all'altare della Patria. L'altare della Patria presenta altorilievi di Angelo Zanelli con al centro la statua di Roma. In mezzo al monumento vi è la gigantesca statua equestre di Vittorio Emanuele II realizzata in bronzo da Enrico Chiaradia. Alle spalle il monumento si completa con il grandioso portico con colonne alte 15 metri e le due colossali quadrighe bronzee con Vittorie alate realizzate da Carlo Fontana e Paolo Bartolini.

PALAZZO ALTEMPS

L'attuale palazzo è il punto d'arrivo in epoca rinascimentale di una serie di costruzioni che occupavano la zona ininterrottamente fin dall'antichità.

Nel 1568 il cardinale Marco Sittico Altemps corrisponde alla famiglia del Cardinale Soderini, all'epoca proprietaria dell'edificio, una somma di 19.000 scudi diventando proprietario del palazzo.
Già nell'anno successivo sono in corso i primi lavori per le ripuliture e le riparazioni, che si protrarranno per circa un trentennio.

Si provvede alle decorazioni pittoriche e alle finiture, vengono aggiunti e ampliati ambienti. Artisti come Lattanzio Bonastri, Martino Longhi, Pandolfo del Grande, Giacomo della Porta si alternano nella messa in opera dei vari interventi.

L'architetto Francesco da Volterra verifica invece l'esecuzione delle sistemazioni interne quali cornici, porte, spallette, muri, solai, principalmente nei saloni dove si realizzano soffitti in legno. Nel 1695 si chiude questa fase di cospicue trasformazioni iniziate da Marco Sittico Altemps.

VILLA FARNESINA

Villa Farnesina è posta di fronte a Palazzo Corsini, in via della Lungara. Venne costruita dal 1506 al 1510 per volontà del banchiere senese Agostino Chigi. Alla morte del banchiere, iniziò per la villa un periodo di decadenza, durante il quale essa fu privata delle opere d'arte che custodiva. Nel 1577 la villa fu acquistata dal cardinale Alessandro Farnese. Da allora è nota come Villa Farnesina.
La villa è formata da un blocco centrale con loggia a cinque arcate e da due avamposti laterali. Il disegno semplice dell'edificio ben si armonizza con il giardino circostante. Dall'atrio ottocentesco si giunge direttamente nella Loggia di Psiche, mirabilmente affrescata nel 1517 da allievi di Raffaello.